Zona 21
Definizione
La zona 21 è una classificazione delle aree a rischio di esplosione per polveri infiammabili ai sensi delle direttive europee ATEX 2014/34/UE e 1999/92/CE. Indica un’area in cui, durante il normale funzionamento, può formarsi occasionalmente un’atmosfera esplosiva pericolosa sotto forma di una nube di polvere infiammabile sospesa nell’aria.
Per una classificazione temporale approssimativa, la zona 21 viene spesso associata alla presenza di un'atmosfera esplosiva per un periodo compreso tra circa 10 e 1.000 ore all'anno. Si colloca quindi tra l'interno dell'apparecchio, costantemente carico di polvere (zona 20), e l'ambiente circostante (zona 22).
Classificazione rispetto alla Zona 20 e alla Zona 22
| Zona | Formazione di atmosfere esplosive di polveri | Categoria di dispositivi | EPL |
|---|---|---|---|
| Zone 20 | in modo costante, per lunghi periodi o frequentemente | 1D | Da |
| Zone 21 | occasionalmente durante il funzionamento normale | 2D | Db |
| Zone 22 | da non prevedere in condizioni di funzionamento normale; se si verifica, solo raramente e per brevi periodi | 3D | Dc |
Per la zona 21 sono richiesti apparecchi della categoria 2D con livello di protezione EPL Db. La protezione deve quindi rimanere efficace anche in presenza di disturbi frequenti e di emissione di polvere, non solo durante il normale funzionamento senza anomalie.
Aree tipiche della Zona 21 negli impianti di miscelazione
Nella tecnologia di processo e di miscelazione, le operazioni di trasporto, miscelazione, riempimento e svuotamento generano inevitabilmente nuvole di polvere e depositi di polvere. Vengono classificate come Zona 21 soprattutto quelle aree in cui, durante il normale funzionamento, la polvere viene regolarmente sollevata o rilasciata:
- aree adiacenti al processo nei punti di riempimento e svuotamento, quali le stazioni di alimentazione dei sacchi, le stazioni per big bag e i bocchettoni di scarico
- Aree circostanti le aperture di campionamento e ispezione che vengono aperte durante il funzionamento o con frequenza
- punti di trasferimento in cui è presente polvere e nei quali, durante il normale funzionamento, possono formarsi nuvole di polvere
L'estensione della zona 21 in ciascun caso specifico dipende dai dati caratteristici delle polveri, dalle modalità di conduzione del processo e dall'efficacia della ventilazione, dell'aspirazione e della pulizia.
Tipi di polveri e gruppi di esplosività
- IIIA: lanugine infiammabile
- IIIB: polveri non conduttive
- IIIC: polveri conduttive, ad esempio polveri metalliche
Nel caso delle polveri conduttive del gruppo IIIC, i requisiti relativi alla progettazione dell'involucro e alla tenuta diventano più rigorosi, ad esempio con gradi di protezione IP più elevati, poiché i depositi e le nuvole di polvere possono essere accompagnati anche da conduttività elettrica e formazione di scintille.
Requisiti costruttivi e organizzativi
Tecnologia degli apparecchi e degli impianti
- Utilizzo di dispositivi della categoria 2D con EPL Db
- Limitare le temperature superficiali di motori, riduttori, alloggiamenti e cuscinetti a valori nettamente inferiori alla temperatura di accensione della polvere, al fine di evitare incendi per combustione lenta e combustione latente
- Prevenzione delle fonti di accensione meccaniche mediante dimensioni adeguate delle fessure e una progettazione adeguata
- messa a terra elettrostatica e collegamento equipotenziale di tutte le parti conduttive dell'impianto
- se del caso, struttura resistente agli urti di pressione o con scarico della pressione degli apparecchi adiacenti
Impermeabilizzazione e guida antipolvere
- sistemi di tenuta di alta qualità per ridurre al minimo le perdite di polvere tra l'ambiente interno in cui circola la polvere, spesso denominato "Zona 20", e l'ambiente circostante
- Versioni a tenuta di polvere o a bassa emissione di polvere dei sistemi di filtraggio e depolverazione
- aspirazione mirata nei punti di carico e scarico, al fine di ridurre la concentrazione di polvere e declassare un’area dalla zona 21 alla zona 22 o in un’area non a rischio di esplosione
Organizzazione e documentazione
- Suddivisione in zone nell'ambito della valutazione dei rischi e redazione di un documento sulla protezione contro le esplosioni che indichi le aree, le sostanze, le fonti di accensione e le misure di protezione
- pulizia regolare per rimuovere gli strati di polvere prima che, una volta sollevata, si formino miscele pericolose di polvere e aria
Formazione del personale in merito al comportamento da tenere in aree a rischio di esplosione, nonché al funzionamento, alla manutenzione e al monitoraggio degli impianti con protezione antideflagrante
Responsabilità del gestore
La corretta suddivisione in zone è, dal punto di vista giuridico e tecnico, di competenza del gestore dell’impianto. Essa deve essere effettuata sulla base delle condizioni di processo concrete, dei dati relativi alle sostanze e dei concetti di protezione, e deve essere motivata in modo comprensibile nella documentazione. Una consulenza tecnica esterna può fornire supporto nella determinazione dei dati caratteristici delle polveri, nella scelta delle apparecchiature idonee, nella definizione delle misure di protezione e nell’elaborazione della documentazione relativa alla protezione contro le esplosioni.