Come dimensionare un miscelatore verticale per ampi intervalli di lotto al fine di passare dalla scala pilota alla produzione?
Il dimensionamento di un miscelatore verticale per ampi intervalli di lotto (tipicamente un rapporto da 1:5 a 1:10 tra riempimento minimo e massimo) richiede una valutazione combinata dei fattori geometria, potenza di azionamento, meccanica dei solidi sfusi e grandezze caratteristiche di processo. Un ingrandimento puramente geometrico dalla scala pilota a quella di produzione non è a tal fine sufficiente, poiché cinetica di miscelazione e apporto di potenza non si scalano in modo lineare.
Per prima cosa vengono definiti lo spettro dei lotti e il volume utile e viene stabilito il campo del grado di riempimento. Nella pratica i miscelatori verticali con recipiente conico e utensile di miscelazione a coclea o a elica possono coprire gradi di riempimento da circa il 20 % al 100 % del volume utile.
Il design deve essere dimensionato in modo che l'effetto di miscelazione sia garantito con sicurezza al riempimento minimo. I criteri di scale-up devono essere ricavati dalla scala pilota. Dalle prove pilota vengono trasferite le grandezze di processo, per rendere riproducibile il comportamento di miscelazione alla scala di produzione.
- Similitudine geometrica: il rapporto tra altezza e diametro del recipiente (H/D) nonché l'angolo di passo e il diametro dell'elica dovrebbero rimanere il più possibile costanti, per conservare condizioni di flusso e di trasporto confrontabili.
- Velocità periferica (v_tip): è determinante per l'apporto di energia di taglio e con esso per la rottura delle particelle e la disgregazione degli agglomerati. Con prodotti sensibili al taglio viene mantenuta il più possibile simile attraverso le scale.
- Apporto specifico di potenza (P/V): la potenza per unità di volume è una grandezza caratteristica per i processi di miscelazione a dominanza dispersiva.
- Intensità specifica di miscelazione (P/m): la potenza per unità di massa è una grandezza caratteristica dell'intensità di miscelazione. Con volumi grandi si persegue spesso un apporto specifico di potenza leggermente ridotto a favore dell'efficienza energetica.
- Numero caratteristico del tempo di miscelazione (n·t_M): è il prodotto del numero di giri e del tempo di miscelazione. Con geometria simile, mantenere costante questo numero può essere un riferimento robusto.
Dimensionamento geometrico per ampi intervalli di lotto
- La geometria del recipiente presenta un rapporto H/D che si colloca tipicamente nel campo da 1,2 a 1,8, per ottenere un buon rimescolamento assiale.
- È usuale una parte inferiore conica con un angolo del cono di circa 15–33°.
- Nella progettazione dell'utensile va considerato che la coclea ovvero l'elica raggiunga il punto più basso dello scarico, per evitare zone morte con grado di riempimento ridotto.
- La luce tra elica e parete dovrebbe essere di pochi millimetri, per minimizzare le adesioni alla parete e le zone morte, senza generare rischi di schiacciamento per le particelle.
- Il rapporto di passo dell'elica ammonta a circa il 20 fino al 30 % del diametro dell'elica, per ottenere un rapporto equilibrato tra trasporto assiale e rimescolamento radiale.
- Flessibilizzazione per intervalli ampi: con rapporti di lotto estremi, organi miscelanti a più stadi, altezze regolabili degli utensili o inserti modulari possono aiutare ad adattare le zone di miscelazione a diverse altezze di riempimento.
Dimensionamento dell'azionamento e meccanica dei solidi sfusi
- La pressione idrostatica sul fondo cresce con l'altezza di riempimento, così che la coppia di spunto a riempimento completo si colloca notevolmente al di sopra della coppia di esercizio stazionaria.
- Per garantire un avviamento sicuro a pieno carico è da preferire un azionamento comandato da convertitore di frequenza con coppia di avviamento elevata (tipicamente da 2,0 a 2,5 volte la coppia nominale).
Tempo di miscelazione e qualità di miscelazione su tutto il campo di riempimento
Comportamento del tempo di miscelazione:
- Alla scala maggiore i percorsi delle particelle si allungano statisticamente, il che tende a portare a tempi di miscelazione più lunghi.
- Per limitare il tempo di miscelazione vanno calcolate la portata di trasporto assiale e radiale del miscelatore e ottimizzate tramite geometria e numero di giri.
Validazione dell'omogeneità: la qualità di miscelazione viene valutata secondo la prassi tramite il coefficiente di variazione (CV).
- Con ampi intervalli di lotto è sensata una matrice di campionamento che preveda prelievi al riempimento minimo e massimo nonché in posizioni definite (in alto, al centro, in basso).
- I sistemi di campionamento alla scala di produzione devono essere concepiti in modo da fornire campioni rappresentativi durante il prelievo, senza segregazione.
Comportamento allo svuotamento e quantità residue
- Grandi volumi di riempimento aumentano la pressione di ristagno nella polvere, in particolare con solidi sfusi a grana fine o coesivi. Per questo il diametro dello scarico e la geometria degli ausili di estrazione (per esempio portelli di fondo, serrande a segmento) vanno dimensionati con attenzione critica.
- Con lotti molto piccoli le quantità residue percentuali sono notevolmente più elevate. Il comportamento allo svuotamento al riempimento minimo va pertanto verificato in modo mirato e, all'occorrenza, ottimizzato con una geometria di scarico adattata o con meccanismi di trasporto supplementare.
Scala intermedia e messa in sicurezza pratica
Un salto diretto, per esempio da 100 l di volume pilota a 5.000 l di volume di produzione, è legato a rischi elevati. Una scala intermedia (fattore 5–10) consente:
- il riconoscimento di effetti non lineari quali demiscelazione, segregazione delle particelle fini o problemi inattesi di smaltimento del calore,
- la verifica del dimensionamento dell'azionamento in condizioni di coppia reali al riempimento minimo e massimo,
- la messa in sicurezza del comportamento allo svuotamento e delle quantità residue su tutto l'intervallo di lotto,
- la definizione della matrice di campionamento e dei criteri di rilascio prima dell'investimento nella scala di produzione.
Così amixon® mette in sicurezza lo scale-up dal centro prove alla produzione
Il principio di miscelazione è identico attraverso tutte le scale. Non importa quale miscelatore amixon® venga utilizzato: VM, HM, AM, KS, SH, AMK o Gyraton® lavorano tutti secondo lo stesso principio. Tutti i miscelatori presentano un elevato grado di congruenza. Questo rende la formula applicabile universalmente:
I_V = (π/4) · (D² − d²) · Φ · S · n · ζ
- I_V: portata volumetrica di spostamento ovvero di trasporto
- D/d: diametro esterno/diametro interno dell'elica
- Φ: grado di riempimento (riferito al volume utile)
- S: passo dell'elica
- n: frequenza di rotazione (giri al secondo)
- ζ: coefficiente di velocità (specifico dell'utensile)
Il nucleo dell'approccio amixon®: i miscelatori di prova e di produzione lavorano con lo stesso sistema di miscelazione. L'organo miscelante a nastro elicoidale SinConvex® trasporta il prodotto verso l'alto nella periferia e lo lascia scorrere verso il basso al centro. Questo flusso totale tridimensionale ha la stessa caratteristica indipendentemente dalla taglia. La scalatura avviene tramite la formula del rimescolamento, cioè tramite la portata volumetrica di trasporto dell'organo miscelante elicoidale e la frequenza di rimescolamento da essa derivata, e non tramite il solo numero di giri.
Qualità di miscelazione indipendente dal grado di riempimento
I miscelatori amixon® raggiungono le massime qualità di miscelazione già con un grado di riempimento ridotto (circa il 10 %): la miscela casuale tecnicamente ideale, che nella pratica non può essere migliorata. Le dimensioni dei lotti possono variare nello stesso miscelatore senza che l'omogeneità debba essere validata di nuovo. In questo modo si disinnesca il momento più critico dello scale-up: i primi piccoli lotti di produzione nella macchina grande.
Un reticolo di taglie fine invece di salti di scala
Su richiesta amixon® produce le taglie dei miscelatori a passi di 100 litri, da 100 a 50.000 litri (VM, HM, AM). Il Gyraton® GM si aggiunge da 10 a circa 100 m³ a passi di 1 m³. Il passaggio dalla scala di prova validata alla taglia obiettivo è selezionabile in modo arbitrariamente fine, perché non esiste un salto forzato alla taglia di catalogo successiva che violerebbe la similitudine.
Validazione prima dell'investimento
Nel centro prove amixon® sono disponibili 35 impianti di prova in diverse taglie. Le prove si svolgono con il prodotto originale, con gradi di riempimento reali e nel campo di temperatura e di pressione previsto. Vengono eseguite, valutate e documentate insieme agli esperti amixon®. I parametri rilevati confluiscono nel dimensionamento della macchina di produzione.
La produzione a Paderborn come fondamento della qualità
amixon® sviluppa e fabbrica esclusivamente nello stabilimento di Paderborn, con la massima integrazione verticale e con tutti i componenti provenienti dalla Germania. In quanto azienda qualificata per la saldatura certificata con qualifiche europee, giapponesi, coreane e americane, amixon® progetta ogni apparecchio come pezzo unico sulla base delle URS del gestore. Il controllo qualità resta senza lacune nella propria sede e ogni specifica è documentabile fino al livello del singolo componente. Questa sovranità produttiva assicura al tempo stesso la fornitura a lungo termine. Ogni componente è riproducibile e rifabbricabile anche decenni dopo.
Servizio per l'intero ciclo di vita
Dopo la messa in servizio amixon® resta a fianco del gestore: ispezioni periodiche e manutenzione preventiva assicurano la disponibilità, su richiesta con manutenzione predittiva. Determinate parti di usura vengono fornite già con la prima consegna, la maggior parte dei ricambi è stoccata nella sede di Paderborn nonché nei punti di assistenza in Giappone e negli Stati Uniti. È così garantito un servizio ricambi per tutta la vita dell'apparecchio, anche quando i fornitori originali vengono a mancare. Molte macchine amixon® sono in funzione ogni giorno da oltre 30 anni. Grazie a modernizzazione e riequipaggiamento restano al livello dello stato della tecnica.