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Pasto

 

Il termine pastoso descrive uno stato della materia a metà strada tra lo stato solido e quello liquido. I materiali pastosi sono malleabili, ma non scorrono liberamente. Sotto un carico ridotto si comportano come solidi e iniziano a scorrere solo al superamento di una determinata sollecitazione meccanica. Esempi tipici sono paste, fanghi con elevata concentrazione di solidi o miscele di polveri umide.

Dal punto di vista reologico, i sistemi pastosi sono fluidi non newtoniani. Una caratteristica è la presenza di un limite di scorrimento. Solo quando la sollecitazione di taglio applicata supera questo limite di scorrimento, ha inizio una deformazione irreversibile o uno scorrimento.

Questo comportamento può essere descritto con il modello di Bingham:

τ = τ0p +γ˙

  • τ è la sollecitazione di taglio
  • τ0 è il limite di scorrimento
  • ηp è la viscosità plastica
  • γ˙ è la velocità di taglio

Per sollecitazioni di taglio τ < τ0 il materiale si comporta in modo elastico-solido. Per τ ≥ τ0 scorre in modo viscoso. Molti materiali pastosi mostrano inoltre un comportamento di fluidificazione per taglio, che può essere descritto con il modello di Herschel–Bulkley.

  • k è il fattore di consistenza
  • n < 1 è l'indice di scorrimento

Τ = τ0 + k · (γ˙)n

Nel contesto della miscelazione e della lavorazione delle polveri, uno stato pastoso si forma spesso con l'aggiunta di piccole quantità di liquido a una polvere. In questo modo si formano ponti di liquido tra le particelle. Le forze capillari risultanti portano a una struttura coesiva e plasticamente deformabile. Il passaggio dalla polvere secca al materiale pastoso segna un punto critico in molti processi, poiché il comportamento di scorrimento, il meccanismo di miscelazione e l'apporto di energia cambiano radicalmente. Durante la miscelazione-essiccazione sotto vuoto, la consistenza del materiale cambia esattamente al contrario.